Una denominazione che protegge l’identità, la qualità e la terra
I vini di Tenute Costadoria sono figli di una terra precisa, complessa e generosa, e per questo rientrano nella Denominazione di Origine Controllata (DOC) Sardegna. Questo riconoscimento certifica non solo l’origine geografica delle uve, ma anche un insieme di pratiche agricole ed enologiche rigorose che tutelano la qualità e il legame con il territorio.
La DOC Sardegna rappresenta la voce collettiva di un’isola vitivinicola sempre più autorevole, ma anche l’orgoglio di chi lavora ogni giorno per produrre vini autentici, nel rispetto della natura e della storia. A Costadoria, l’adesione alla DOC non è solo una questione di etichetta, ma una dichiarazione di appartenenza: alla Sardegna, al suo clima, ai suoi suoli, alle sue varietà.
Un’identità enologica tutelata
La DOC come strumento di coerenza e garanzia
Essere parte della DOC Sardegna significa rispettare disciplinari produttivi chiari, che regolano le rese per ettaro, le varietà ammesse, i metodi di vinificazione e le caratteristiche organolettiche dei vini. È una forma di garanzia per il consumatore, ma anche di disciplina per il produttore, che viene così spinto a mantenere standard qualitativi elevati.
Per Tenute Costadoria, la DOC è una cornice che valorizza il lavoro artigianale, senza limitarne l’espressività. I vini mantengono la loro anima naturale, ma trovano in questa denominazione uno strumento per farsi conoscere, apprezzare e riconoscere anche oltre l’isola.
Varietà autoctone e versatilità espressiva
Un patrimonio enologico che guarda al futuro
La DOC Sardegna valorizza soprattutto vitigni storici come il Vermentino, il Cannonau, il Moscato, ma lascia spazio anche a varietà complementari che si sono ben acclimatate al territorio. Questo consente ai produttori di proporre una gamma ricca, coerente, ma non omologata, capace di esprimere le differenze pedoclimatiche e le scelte agronomiche individuali.
I vini di Costadoria si inseriscono in questo panorama con una personalità precisa, giocata sull’equilibrio tra freschezza, complessità e territorialità. Sono vini moderni nella pulizia e nella bevibilità, ma profondamente radicati nella cultura vitivinicola sarda
Oltre la certificazione: coerenza tra forma e sostanza
Un’etichetta che riflette una filosofia
Per Costadoria, la DOC non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per fare bene e raccontarlo con onestà. L’etichetta è solo l’inizio: quello che conta è che il vino sia buono, sano, vero. Che rispetti chi lo beve e chi lo ha prodotto. Che sia, prima di tutto, testimonianza viva di un luogo che ha qualcosa da dire.